A cosa serve la mobility nel Bodybuilding?

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MEGLIO MUOVERSI COME UN FELINO O COME UN TRICHECO?

Ci sono 2 cose principalmente che mi urtano pesantamente (leggi “mi fanno girare i maroni) come bodybuilder e come trainer:

  1. Nel bodybuilding non si è ancora capita l’importanza della mobility
  2. Quei pochi che fanno mobility, hanno concetti di 40 anni fa, minimo.

Un po’ come chi non ha capito l’importanza della respirazione, o delle scarpe piatte, o del recupero tra serie e cosi respira a caso, mette scarpe a caso, e recupera “a naso”!

Che serva essere mobili dovrebbe arrivarci chiunque, almeno ragionando su movimenti quotidiani che ogni umano fa: lavarsi la schiena, allacciarsi le scarpe, girarsi dal posto guida in auto per prendere qualcosa che sta sui sedili posteriori.

Ma sembra che capire quanto importante sia esserlo anche per far sport, soprattutto per far bodybuilding, non sia cosi evidente.

Potrei allora fare una domanda, anzi 3 domande semplici, alle quali ogni culturista, indipendentemente dal livello di cultura in fisiologia, sa rispondere.

  • Secondo te, se io tengo un peso in mano e non muovo un muscolo (quindi sto in isometria), diventerò grosso?
  • Se invece di star fermo faccio movimenti corti, tipo un quarto di squat, avrò le gambe da Mr. Olympia?
  • Se invece usassi tutto il R.O.M. che serve, tipo lo stacco da terra totale, diventerò una bestia?

In teoria con le risposte a ste domande indirettamente si dovrebbe aver capito quanto la mobilità serva.

Senza tener conto della riduzione di infortuni: un muscolo che non è abituato o condizionato ad allungarsi, tenderà a stirarsi o strapparsi più facilmente.

Una miofascia rigida impedirà un affondo profondo, questo comporterà che il soggetto farà sempre meno il gesto dove avverte dolore, portando man mano nel tempo a una riduzione di ROM di quel gesto, maggiore rigidità ancora e dolori via via più frequenti.

Ah già, la miofascia!

Cos’è la miofascia?

In pratica è il vestito dei muscoli, tipo la tutina dell’uomo ragno, aderente e unica in tutto il corpo di Peter Parker.

E’ un tessuto connettivo che riveste e unisce i vari muscoli. Meno elastica è a miofascia e minore diventa la mobilità nei movimenti.

E’ come dire che una  miofascia rigida possa essere rappresentata da una armatura, e una miofascia elastica venga rappresentata da una calzamaglia.

Quale delle 2 vorreste avere per far sport o per muovervi agiatamente?

Fareste più fatica a fare squat con un armatura o con la calzamaglia?

In quale delle 2 vi muovereste meglio?

Imparare il S.M.R. (self myofascial release), tanto per cominciare, è una pratica che si può fare facilmente, se si sa come farla. 

Ogni culturista che si rispetta, cioè che rispetta se stesso (oltre a Tom Platz citiamo Flex Wheleer o Kai Greene, Ronny Coleman giusto per dire alcuni “sconosciuti”), riserva un tempo per fare mobility.

O magari alcuni anche no, ma solo perché madre natura è stata generosa con loro.

Rimane che a noi comuni mortali la cosa dovrebbe interessare. Se non altro per non sembrare Robocop quando camminiamo.

I migliori posatori, infatti, riescono a esser cosi plastici sul palco proprio grazie alla loro mobilità di schiena, che permette le pose in torsione, ovvero le migliori dal punto di vista di esibizione dei gruppi muscolari.

Tutte le pose basse vengono più fluide se il femore può muoversi agevolmente in intra ed extra rotazione.

Ultima cosa da sapere, anzi due:

Se non si conosce la differenza tra mobilizing, flexibility, mobility training si rischia di far le cose fatte male.

MOBILIZING = quella serie di movimenti a corpo libero che si fanno prima del workout che hanno lo scopo di preparare le articolazioni a un lavoro intenso, ma che NON migliorano il R.O.M.

FLEXIBLITY = qui si raggruppano lo stretching statico, dinamico e la PFN (facilitazione neuromuscolare propriocettiva), che  migliorano si il R.O.M in modo lento. 

MOBILITY TRAINING, un vero allenamento per aumentare il R.O.M. in modo attivo ve quindi reclutando il SNC. Prevede sedute intense.

Quando e come farla.

MOBILIZING si può fare ogni giorno e sempre prima del wo.

FLEXIBILITY dipende cosa si intende: se stretching statico o dinamico o PNF o Yoga, non tutti hanno lo stesso effetto. 

Infine abbiamo il MOBILITY TRAINING, che è un workout vero e proprio,va svolto come sessione a sé, perché coinvolgendo in modo impegnativo il SNC, risulta poi controproducente fare un’ulteriore sessione di attività fisica.

Può comunque essere svolto prima di un workout a patto che l’intensità di esecuzione non superi il 10%.

A marzo (il 14 e 15 per l’esattezza) sarò a Carpi per un weekend interamente dedicato alla mobilità.

Ci sarò io e il Dott. Andrea Turri, dove svelerà dei concetti di Mobility MAI visti in Italia.

E non lo dico così per dire.

Se vuoi partecipare, clicca qui e scopri il programma completo

Il prezzo è in promozione per l’acquisto dei biglietti di entrambe i giorni.

Luigi

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luigi colbax

Luigi Colbax

Vice-campione Italiano ai Campionati Nazionali AINBB nel 1990.
1^ campione Italiano di Bodybuilding HP nel 2002.
2 volte vincitore del Gran Prix 2 TORRI.
Vincitore dei Venice X Games di Crossfit nel 2014, categoria master.
Trainer delle serie TV “Cambio Vita torno in forma”su SKY UNO

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